Rita Levi Montalcini

Rita Levi Montalcini

Nonostante gli scienziati di solito siano famosi perlopiù tra i loro colleghi, Rita Levi Montalcini è divenuta nel tempo un personaggio pubblico a tutti gli effetti, come meritano le grandi personalità del suo calibro.

Il Nobel e le onorificenze

La Montalcini ha ottenuto moltissimi riconoscimenti per le sue ricerche, ma indubbiamente il Nobel per la medicina del 1986 è quello più prestigioso. Seguono oltre 15 lauree honoris causa conferite in campo scientifico, premi, cittadinanze onorarie, medaglie di merito conferite da Italia, Spagna e Francia, la National Medal of Science assegnatale dal governo degli Stati Uniti nel 1987, dal 2001 è inoltre senatrice della Repubblica Italiana. Tutti questi riconoscimenti, ottenuti anche grazie ad una longevità straordinaria che le ha garantito un lungo percorso scientifico, sono legati principalmente ai suoi studi in campo di neurobiologia e alle fondamentali scoperte scientifiche raggiunte in questo ambito. Ha avuto modo di lavorare insieme ad altri due premi nobel italiani, Rubbia e Dulbecco, fa parte di molti istituti scientifici italiani ed internazionali, di alcuni dei quali è anche stata fondatrice. Ha svolto diverse collaborazioni col CNR, è socia dell’Accademia dei Lincei e membro del Cicap.

La vita e le esperienze scientifiche

Rita Levi Montalcini ha iniziato la sua carriera di medico in un periodo difficile per le donne, sperimentando nel frattempo anche i disagi della seconda guerra mondiale e delle persecuzioni nei confronti del popolo ebraico. Sfuggita alla deportazione viaggiando di continuo e grazie all’aiuto di persone amiche, non ha mai abbandonato gli studi improvvisando dei laboratori casalinghi ovunque si trovasse. La sua esperienza negli Stati Uniti è stata decisiva e le ha garantito i mezzi e i colleghi adatti a sviluppare al meglio le sue ricerche, il risultato fu il premio nobel del 1986. Ma la ricerca scientifica non si ferma mai e così la Montalcini, nonostante la sua già consolidata reputazione di luminare e ultracentenaria, continua a studiare ancora oggi al meglio delle sue possibilità. Grazie al suo prestigio l’utilizzo della sua immagine come testimonial ha accresciuto il credito di battaglie sociali, scientifiche e politiche molto importanti.

Foto: Arendt – Fotolia

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I premi nobel della ricerca scientifica

I premi nobel della ricerca scientifica

Ogni anno il 10 dicembre, a Stoccolma, si consegnano i premi Nobel per la fisica, chimica, medicina, letteratura, pace ed economia, chiaramente rientrano nella categoria della ricerca scientifica solo i primi tre.

Il metodo di assegnazione

Durante l’anno una commissione di specialisti valuta in segreto l’operato di scienziati e ricercatori, i vincitori vengono annunciati già in ottobre, ma la premiazione formale avviene in dicembre. Questo premio viene ritenuto la massima onorificenza per ogni ricercatore e viene assegnato a coloro che attraverso le proprie ricerche riescono ad apportare un concreto beneficio all’umanità; a volte la scelta è molto complessa e non priva di polemiche, ma il prestigio di chi lo riceve rimane indiscusso. Einstein, i coniugi Curie, Fermi, Richter e Schrödinger sono solo alcuni dei fisici che hanno ricevuto il premio Nobel, alcuni dei loro nomi sono ben noti anche al di fuori del mondo scientifico data l’importanza capitale delle loro scoperte. Tra i vincitori del premio per la medicina ci sono gli italiani Dulbecco e Montalcini, Giulio Natta per la chimica. L’Inghilterra, gli Stati Uniti e il Nord Europa contano il maggior numero di scienziati e ricercatori insigniti del premio Nobel negli ambiti scientifici. In alcuni casi, come ad esempio Marie Curie, alcuni ricercatori hanno ottenuto il premio ben due volte. Altre volte è capitato che membri delle stesse famiglie ottenessero il Nobel nello stesso campo, in diverse edizioni.

Il testamento di Nobel

Il premio fu istituito alla fine del 1800 per volontà di Alfred Nobel, un industriale svedese che scoprì la dinamite e si arricchì garantendo alla propria azienda una serie di importanti brevetti scientifici. Prima di morire lasciò scritto che le sue ricchezze fossero devolute all’istituzione dei premi Nobel, i quali contemplano anche una ricompensa in denaro pensata per sovvenzionare la continuazione delle ricerche dei vincitori. Nobel veniva da una famiglia di ingegneri e conoscendo l’importanza della ricerca scientifica decise di devolvere il suo patrimonio allo sviluppo delle tecnologie in grado di migliorare la qualità della vita degli esseri umani. I premi vengono assegnati indipendentemente dalla nazionalità, per questo il riconoscimento è a maggior ragione ritenuto universale.

Foto: Robert Kneschke

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