Ricerca scientifica in Italia
La ricerca scientifica è fondamentale nello sviluppo delle nuove tecnologie, della cultura e della salute umana, nonostante l’Italia non sia fra i paesi più munifici nei confronti dei ricercatori, nelle università e negli istituti il lavoro non si interrompe mai.
Chi si occupa della ricerca
Come in tutto il resto del mondo, anche in Italia la ricerca si svolge nelle università e negli istituti predisposti sia in ambito pubblico che privato. Tuttavia il mondo scientifico non ha specifici confini, in quanto l’intera comunità di scienziati effettua continuamente uno scambio di informazioni e operatori; molti progetti vengono svolti in prospettiva europea e internazionale. Negli atenei è possibile inoltre entrare in contatto con la realtà lavorativa delle imprese. I punti di riferimento generali sono il Miur, il Ministero dell’Università e della Ricerca, e il Cnr, Consiglio Nazionale delle Ricerche, dove si coordinano le attività e si stanziano i fondi pubblici; questi vengono elargiti sotto forma di borse di studio o bandi per il finanziamento di progetti scientifici.
Gli istituti
Istituti molto prestigiosi di trovano su tutta la penisola, ma le sedi centrali sono perlopiù radunate a Roma. Ad esempio l’istituto per le nano scienze, pur facendo capo al Cnr di Roma, opera attivamente nelle tre sedi di Pisa, Lecce e Modena. L’Istituto Nazionale di Astrofisica controlla una serie di osservatori in tutta Italia e coopera con l’agenzia spaziale italiana, gli istituti europei e la Nasa. L’agenzia spaziale viene finanziata dal Miur e le sue attività si svolgono in cooperazione col Cnr e gli atenei di fisica astronomica. Per quanto riguarda il settore medico, ci sono in Italia alcuni centri di biologia molecolare e biochimica clinica all’avanguardia, in queste sedi si studiano metodi per combattere il cancro e le malattie degenerative, ma anche prodotti destinati al settore agroalimentare. Un altro istituto importantissimo è quello di Geofisica, che si occupa di monitorare costantemente l’attività sismica in Italia e opera in stretto rapporto con la protezione civile. Inoltre il recente esperimento del Cern ha visto un forte coinvolgimento degli scienziati italiani ed esso è stato svolto tra Ginevra e il Gran Sasso.
Foto: paolo toscani – Fotolia
Continua a leggereI paesi che investono maggiormente in ricerca
Investire in innovazione e ricerca rappresenta una spesa strategica con grandi prospettive di sviluppo, nonché fonte di prestigio per i paesi che la sostengono, in questo senso alcune nazioni dimostrano più attenzione di altre.
I maggiori investitori
I paesi che investono di più nella ricerca scientifica storicamente sono gli Stati Uniti, il Nord Europa, la Russia e il Giappone, ma negli ultimi anni si sono fatti avanti sul piano internazionale alcuni paesi in via di sviluppo alla ricerca di nuove tecnologie per migliorare la competitività commerciale, ne sono un esempio la Cina e l’India. In Europa sta emergendo anche l’Austria, in questo paese da un decennio i fondi destinati alla ricerca aumentano costantemente di anno in anno, quindi si tratta di un esempio virtuoso nel panorama dell’Unione Europea. Gli Stati Uniti rappresentano il principale polo di attrazione per i ricercatori di tutto il mondo, infatti le borse di studio elargite dalle università e i posti di lavoro offerti dagli istituti privati statunitensi, attraggono persone competitive e meritevoli con progetti di ampio raggio, al di là della provenienza. Il mondo scientifico rappresenta infatti una comunità globale che mira alla diffusione delle conoscenze tra gli operatori del settore, quindi molto spesso scienziati di nazionalità diverse si ritrovano a collaborare sugli stessi progetti. Investire nella ricerca significa anche permettere ai ricercatori di viaggiare e prendere parte a progetti importanti.
La tecnologia nei paesi in via di sviluppo
Molti paesi emergenti come la Cina e il Brasile stanno investendo sempre di più nella tecnologia: maggiore informatizzazione, costruzione di infrastrutture e implementazione della ricerca scientifica. Alcune statistiche stimano che entro i prossimi venti o trenta anni queste nazioni supereranno addirittura i paesi del G7, Stati Uniti compresi, diventando le nuove economie trainanti a livello mondiale. Fra non molto tempo i forti investimenti di India e Cina nell’istruzione, l’università e la ricerca, garantiranno a questi paesi un rientro economico enorme in termini di PIL e avranno un grande impatto sulla modernizzazione dell’industria e delle infrastrutture, compatibilmente con un miglioramento delle condizioni di vita di tutti gli strati della popolazione.
Foto: Andre B. – Fotolia
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